Valle d’Aosta

Per la Valle d’Aosta l’olivicoltura è un’esperienza abbastanza recente, complici anche i cambiamenti climatici, e non può essere considerata ancora un’attività da reddito. Le potenzialità, però, fanno ben sperare per il futuro.

Storia

Nonostante la Valle d’Aosta, storicamente, non è annoverata tra le regioni a vocazione olivicola, le prime testimonianze (scritte) di questa coltura risalgono al Medioevo (anno 515), testimonianze che sono presenti fino alla fine del XVIII secolo. Una ripresa dell’olivicoltura si ha negli anni 80 del secolo scorso dove la produzione di olio riprende vigore. Fino ad arrivare ai giorni nostri e più precisamente nel 2021 con la nascita dell’Associazione Valdostana Olivicoltori.

Dati Tecnici

In Valle d’Aosta si contano (ufficialmente) meno di 3.000 piante e al momento non ci sono frantoi operativi in regione. La produzione, dunque, si appoggia a strutture presenti in Piemonte. Le olive raccolte vengono trasportate per subire la trasformazione finale. Le amministrazioni locali hanno comunque presentato il primo progetto per la realizzazione di un frantoio regionale.

Fonti

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