Molise

Su un territorio in gran parte impervio, montuoso per quasi l’80%, l’olivicoltura viene praticata almeno da due millenni. Sin dai romani l’olio di Venafro era considerato, insieme al sannita, tra i più prelibati.

Storia

È lungo l’elenco delle citazioni classiche che parlano del Molise oleario: Catone il Censore, Marco Terenzio Varrone, Strabone, Quinto Orazio Flacco, Giovenale e Plinio il Vecchio. La letteratura latina ci ha tramandato numerose testimonianze storiche sull’apprezzamento degli oli prodotti nel Frentano e nel Venafrano. Non è un caso dunque il riconoscimento arrivato nel 2004 alla Dop Molise, vero punto di svolta per il comparto regionale

Dati Tecnici

Gli oliveti molisani sono impiantati prevalentemente a ridosso della fascia litoranea e sulle colline preappenniniche. La zona più produttiva è localizzata nella provincia di Campobasso, mentre la zona più vocata è la piana di Venafro. La cultivar più rappresentativa della DOP Molise è la Gentile di Larino, seguita dalla Aurina, Rosciola di Rotello, Oliva nera di Colletorto, Cellina di Rotello, Cerasa ed altre minori. Gli oli molisani si contraddistinguono per un fruttato di particolare delicatezza e intensità, con apprezzabili note di amaro e piccante. Il settore olivicolo molisano può contare su una superficie olivetata di 14.340 ettari, 13.355 aziende, 98 frantoi attivi e una produzione stimata nella campagna olearia 2022-2023 di 2.610 tonnellate (la produzione media delle ultime quattro campagne è pari a 2.724 tonnellate).

Fonti

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