Emilia Romagna

La produzione olivicola in Emilia Romagna si esercita soprattutto nelle zone pianeggianti e collinari, specialmente nella zona sud-orientale tra Rimini, Forlì e Faenza. Diverse sono le specie monovarietali che caratterizzano la produzione di questi territori.
Storia
La storia ci racconta che qui la presenza dei olivi risale addirittura all’età preistorica (X-VIII secolo a. C.). A differenza di tante regioni italiane, l’olivo, in Emilia Romagna, è sopravvissuto alla caduta dell’Impero Romano per rinascere completamente durante l’alto Medio Evo. Agli inizi del ‘900 gli sono state preferite altre colture per tornare in crescita nell’ultimo decennio.
Dati Tecnici
Le aree geografiche di riferimento e più importanti per la coltivazione dell’olivo in questa regione sono le valli dei fiumi Marecchia, Marano e Conca in provincia di Rimini; le valli del Rubicone, del Savio, del Bidente e del Montone in provincia di Forlì-Cesena; le valli del Senio e del Lamone in provincia di Ravenna. Una recente e significativa ricomparsa della coltura dell’olivo si ha anche in provincia di Bologna, in alcune aree collinari e limitatamente ai versanti più riparati dai venti freddi settentrionali. Qui gli olivi si aprono a ventaglio sulle colline, disposti a file o in gruppi, a volte misti a vigneti, su un terreno di medio impasto, tendente al sabbioso. La collina è caratterizzata da un clima mite, piovoso, riparato dalle correnti più fredde. La produzione deriva principalmente da tre cultivar tipiche: Nostrana di Brisighella, Ghiacciola e Orfana. Si tratta di una produzione estremamente controllata e selezionata. La raccolta, o brucatura, è eseguita a mano con l’aiuto di “pettini” e avviene facendo cadere le drupe in reti disposte sotto la chioma degli alberi. Le olive vengono poi trasportate in cassoncini ampi (bassi e traforati, che garantiscono la migliore circolazione dell’aria e impediscono l’avvio di processi che possono alterare la qualità del prodotto) e sono preferibilmente molite nello stesso giorno o nei giorni immediatamente successivi. L’estrazione dell’olio avviene per sgocciolamento e a temperatura controllata. Due i riconoscimenti DOP che vanta l’Emilia-Romagna: Brisighella (il primo olio extra vergine di oliva commercializzato con l’etichetta Dop dell’Unione Europea già dal marzo 1998) e Colline di Romagna. La struttura del mercato dell’olio extra vergine prodotto in EmiliaRomagna si regge su 5.515 aziende, per la maggior parte di piccole dimensioni. Nel complesso la superficie regionale a oliveti è pari a 4.373 ettari (di cui oltre il 50% in provincia di Rimini, circa il 30% in provincia di Forlì-Cesena e il resto nelle province di Ravenna e Bologna), con 43 frantoi attivi. La produzione nella campagna olearia 2022/2023 è stimata in 1.557 tonnellate con un aumento del 35,35% rispetto alla campagna precedente.

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