Calabria

30.459 tonnellate di olio, pari al 12,64% del totale prodotto in Italia nel 2022/23. Questi numeri testimoniano il valore della Calabria, una terra che risulta essere tuttora uno dei patrimoni olivicoli più importanti del Mediterraneo, dove la coltura dell’olivo risale almeno al XVI sec. a.C.
Storia
La Calabria è sicuramente tra le progenitrici dell’olivicoltura mediterranea, presente sul territorio sin dal VII sec. a.C. Testimonianza vivente è l’olivo millenario monumentale (detto in dialetto “u’ tata rannu – il grande padre), situato nelle campagne di Mirto Crosia (Cs) che la storia racconta sia stato piantato dai coloni greci in fuga dall’esercito di Ciro il Grande.
Dati Tecnici
La campagna 2022/23 ha visto una produzione complessiva di oltre 30.000 quintali di olio, per una percentuale del 12,64% sul totale nazionale, registrando un calo rispetto alla campagna precedente del 32%. Gli ettari dedicati a oliveto sono 184.610 (15,93% sul totale italiano) con un eterogeneo patrimonio monovarietale.
Le cultivar diffuse sul versante tirrenico lametino sono la Carolea e sul versante reggino sono la Sinopolese e l’Ottobratica; sul versante ionico, a nord troviamo la Dolce di Rossano e la Grossa di Cassano e a sud la Grossa di Gerace; insieme a quest’ultima, nelle zone interne a nord di Cosenza, è familiare anche la Roggianella. La Calabria ha ottenuto la registrazione di tre Denominazioni di Origine Protetta: DOP Alto Crotonese, nella provincia di Crotone; DOP Lametia, in provincia di Catanzaro; DOP Bruzio, avente quattro menzioni geografiche: “Fascia Prepollinica”, “Valle Crati”, “Colline Joniche Presilane” e “Sibaritide”. A queste, si aggiunge l’IGP Olio di Calabria che interessa l’intero territorio olivicolo calabrese

Fonti
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