L’Olivo e l’Europa

La Storia ci insegna che nei Paesi del bacino del Mediterraneo prospera l’olivicoltura da oltre 5mila anni in un ambiente colturale compreso tra il 30° e il 45° parallelo nord, tra questi l’unione Europea detiene il primato di maggior produttore Mondiale grazie a Spagna, Italia e Grecia.

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La Spagna produce quantitativi sufficienti a soddisfare il proprio consumo interno ed è leader mondiale per quantità prodotte e per strategie di mercato

La capitale accoglie la più grande multinazionale dell’Olio, il gruppo spagnolo Deoleo, che ha acquisito marchi iItaliani ed Europei come Bertolli, Carapelli Firenze, Carbonell, San Giorgio, Maya e molti altri.

Madrid è anche sede del Consiglio Oleicolo Internazionale (C.O.I), l’unica organizzazione internazionale al mondo dedicata all’olio d’oliva e olive da tavola, creato nel 1959 sotto gli auspici delle Nazioni Unite

Tuttavia, anche se i numeri parlano di un mercato di “massa” che favorisce la quantità a discapito della qualità, la promozione della filiera olivicola sostenuta dal governo, e dalle amministrazioni regionali, consente un aumento esponenziale di aziende che producono eccellenza.

Le zone di produzione olivicola (poco inclini al Biologico) sono concentrate al sud e sono, in ordine di estensione, Andalucia, Castilla-La Mancha, Extremadura e Cataluña.

Rispetto alle varietà di Olivo certificate, utilizzano una decina di Cultivar adatte alla coltura superintensiva come Picual, Hojiblanca, Cornicabra
Arbosana, Koroneiki, Arbequina, e diverse altre.

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L’Italia spicca fra tutti i Paesi Europei, e del resto del Mondo, per il patrimonio varietale , le caratteristiche climatiche, le tradizioni e il rispetto dell’Olivo che è profondamente radicato nella cultura del territorio.

Le regioni meridionali, Puglia, Calabria, Sicilia sono le più produttive, seguite dal centro, con il Lazio in testa, e dal settentrione.

Le varietà di Olive conosciute sono oltre 600.

Eccezionale è la presenza, oltre il 45°parallelo, di un paesaggio olivicolo ”mediterraneo” lungo le sponde dei grandi laghi prealpini e in alcune zone pedemontane del Veneto e del Friuli dotate di microclimi benevoli.

Per tutte queste diversità, microclimi e microaree inimitabili, l’olio extra vergine di Oliva Italiano è tra i Migliori al Mondo.

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La Grecia è la nazione con il maggior consumo pro capite di olio d’oliva ed è qui che la Dea Atena dona agli Ateniesi l’olivo in segno di sapienza e di pace.

I racconti mitologici e le radici di olivi millenari, sono la testimonianza della sacralità dell’ambiente olivicolo distribuito tra Peloponnisos, Halkidiki, Kritis, Delphi, le Isole dello Ionio e dell’Egeo.

Le varietà di olive di maggior rilievo sono Koroneiki, Megaritiki, Manaki, Patrinis, Chalkidiki, Amfissis, Kalamon, Adramitini, Lianolia

Indimenticabile il celebre scambio di battute tra Mario Brega a Carlo Verdone nel film Borotalco:

M.B. in Augusto “E st’olive ‘e senti, queste so’ greche, aho! Greche… e ‘nnamo… e daje, so’ greche… so’ bone, come so’? Dì la verità?!

C.V. in Sergio “So Greche!”

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Anche il Portogallo ha una bella fetta di produzione, la regione olivicola più importante è quella di Alentejo, seguita da Tras-os-Montes, Centro, Ribatejo e Algarve

I numeri sono destinati a salire a seguito di investimenti che la regione ha destinato a sistemi di allevamento intensivi e super intensivi e in processi di produzione moderni ed efficienti.

Il rovescio della medaglia è l’abbandono degli oliveti da parte di molti agricoltori tradizionali che non possono permettersi di investire in boschetti super intensivi (o non vogliono)

Le varietà autoctone più importanti sono Carrasquenha (soppiantata da cultivar adatte a impianti intensivi) Galega Vulgar, Cobrançosa, Cordovil de Serpa, Verdeal, Madural e Cordovil de Castelo Branco.

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La Francia è in una posizione al limite per la coltura dell’Olivo e la produzione si concentra nelle 4 regioni al Sud del Paese tuttavia, la minima quantità prodotta, è di qualità e protetta da Sette Appellazioni di Origini Controllata

Le principali Varietà Coltivate sono Aglandau, Salonenque e Cayann, Aglandau, Cailletier, Picholine, Tanche e in Corsica Sabina e Zinzala.

Cipro ha una piccola percentuale di produzione ma capita spesso che superi la Francia.

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La Croazia, con un clima favorevole e la composizione del terreno ottima, vanta un’olivicoltura fiorente e diffusa lungo tutta la costa.

Seguono la Slovenia (con una crescita importante di qualità) e Malta.

Gli altri Paesi Europei dove l’olivicoltura si sta sviluppando sono: Albania, la Repubblica di Macedonia, il Montenegro e la BosniaErzegovina.

Olivicoltura marginale nel Canton Ticino, in Svizzera, nella Penisola della Crimea e in Ucraina.

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