I marchi e i luoghi a tutela delle eccellenze italiane

Nel settore Olivicolo / Agroalimentare, le certificazioni sono volontarie: è il produttore stesso che, scegliendo di far parte di una filiera certificata, accetta senza riserve l’impegno di un costante autocontrollo della propria attività in aggiunta alle verifiche dell’autorità competente.

Le certificazioni di prodotto garantiscono che un organismo abilitato al controllo – per definizione imparziale e indipendente – ha appurato il rispetto da parte del produttore di specifiche regole e, solo in seguito all’esito positivo delle verifiche, al produttore è consentito di presentare sul mercato il prodotto con quella denominazione

I marchi e i loghi di qualità europei: DOP, IGP, STG e Produzione biologica (Regolamento UE n. 1151/2012 – norma attualmente in vigore – sostituisce e perfeziona il Regolamento CE n. 2081/1992) sono un importante strumento di comunicazione diretta al consumatore, poiché hanno lo scopo di informarlo visivamente e sinteticamente su caratteristiche del prodotto quali provenienza, tipicità, sicurezza alimentare, metodi di produzione, scelta dei fornitori e/o delle materie prime

L’Italia conta il maggior numero di aziende specializzate nel settore Olivicolo e il maggior numero di oli extravergine a denominazione in Europa con 42 Dop e 7 Igp, incusa la nuovissima Olio di Roma IGP (riconosciuta a Novembre 2020) con un patrimonio superiore a 250 milioni di piante e 695 Cultivar (varietà di olive) censite;

il più vasto tesoro di biodiversità del mondo.

(fonte: Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali)

D.O.P. – Denominazione di Origine Protetta

La Denominazione di Origine Protetta è un nome che identifica un prodotto originario di un luogo, regione o, in casi eccezionali, di un determinato Paese, la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi intrinseci fattori naturali e umani e le cui fasi di produzione si svolgono nella zona geografica delimitata. Attualmente sono stati riconosciuti 578 prodotti con la Denominazione DOP, di cui 170 prodotti agroalimentari e 408 vini.

I.G.P. – Indicazione Geografica Protetta

L’Indicazione Geografica Protetta è un nome che identifica un prodotto anch’esso originario di un determinato luogo, regione o paese, alla cui origine geografica sono essenzialmente attribuibili una data qualità; la reputazione o altre caratteristiche e la cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi nella zona geografica delimitata. Attualmente sono stati riconosciuti 257 prodotti come Indicazioni Geografiche, di cui 139 prodotti agroalimentari e 118 vini.

S.T.G. – Specialità Tradizionale Garantita

I prodotti riconosciuti STG seguono specifici metodi di produzione e ricette tradizionali. Materie prime ed ingredienti utilizzati tradizionalmente rendono questi prodotti delle specialità, a prescindere dalla zona geografica di produzione. Attualmente sono state riconosciute 3 Specialità Tradizionali Garantite: la Mozzarella, la Pizza Napoletana e l’ Amatriciana Tradizionale.

“Prodotto di MONTAGNA” (Logo italiano del Prodotto di montagna DM dd. 02/08/2018)

Una novità introdotta dal Regolamento UE n. 1151/2012 è l’indicazione facoltativa “Prodotto di montagna”, che rende distinguibili sul mercato i prodotti agroalimentari ottenuti in montagna e permette di valorizzarne visibilità e reputazione. La provenienza da aree montane rappresenta per questi prodotti sia un valore aggiunto, in termini di genuinità e sostenibilità ambientale dei processi, che un fattore limitante, per i maggiori costi sostenuti dai produttori che operano in aree spesso svantaggiate e di difficile vivibilità.

L’indicazione “Prodotto di montagna” può essere apposta sull’etichetta di prodotti di origine animale e/o vegetale se tutta la produzione rispetta le seguenti condizioni (Regolamento UE n. 665/2014

Agricoltura Biologica

I prodotti agricoli provenienti da “Agricoltura biologica” si distinguono da quelli derivati dall’agricoltura convenzionale in quanto ottenuti con metodi di coltivazione che non si avvalgono dell’uso di fertilizzanti, antiparassitari, antibiotici e qualsiasi sostanza di sintesi chimica non rispettosa dei naturali ritmi biologici degli organismi vegetali e animali. L’agricoltore biologico fa propria una filosofia produttiva che pone al centro la tutela dell’ambiente e che sostiene un modello di sviluppo avente in sé la capacità di autorigenerare le risorse naturali utilizzate nel corso del ciclo produttivo, con particolare attenzione alla fertilità del suolo.

S.Q.N.P.I. – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata

Il marchio SQNPI (Sistema di qualità nazionale produzione integrata) contraddistingue le produzioni agroalimentari ottenute secondo i principi della produzione integrata. “Si definisce “produzione integrata” il sistema di produzione agroalimentare che utilizza tutti i mezzi produttivi e di difesa delle produzioni agricole dalle avversità, volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici” E’ una certificazione istituita a livello nazionale con la Legge n. 4 del 3 febbraio 2011. In termini igienico-sanitari e di sostenibilità ambientale garantisce una qualità superiore agli standard commerciali correnti per quel che riguarda sia il processo produttivo che il prodotto finale

P.A.T. – Prodotti Agroalimentari Tradizionali

Per l’italiano, la cucina e le specialità gastronomiche locali sono essenziali ingredienti della cultura e dell’esperienza conoscitiva di qualsiasi territorio. L’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), partendo da questi stessi presupposti, è stato istituito per riconoscere quei prodotti che sono espressione delle tradizioni e della cultura delle regioni italiane e che non godono della tutela assicurata dai marchi DOP, IGP, STG. Il requisito fondamentale per il riconoscimento PAT è legato alla verifica di una trasmissione nel tempo di ricette, tradizioni e memorie gastronomiche per un periodo non inferiore ai 25 anni. Inoltre è necessario dimostrare che i metodi di lavorazione, stagionatura, conservazione sono consolidati e omogenei per tutto il territorio che viene indicato come area di produzione. I PAT sono regolamentati dal D.M. n. 350/99 che ne prevede anche un aggiornamento periodico.

Curiosità

Il primo a collegare le ricette della tradizione alla conoscenza di un territorio è l’umanista milanese Ortensio Land che, nel 1548, racconta nel suo “Commentario delle più notabili e mostruose cose d’Italia e d’altri luoghi“ di un viaggiatore che si appresta a conoscere le terre italiane (ancor prima dell’Unificazione) sulla base di una mappa geografica avente come tappe le specialità gastronomiche delle più importanti città della penisola.

Un vero e proprio precursore del turismo gastronomico, enogastronomico e il recentissimo Oleoturismo.

A PROPOSITO DI prodotti tradizionali…

 Avete delle ricette tramandate dalla nonna, inventate o rivisitate che raccontano la tradizione culinaria della vostra famiglia?

Inviateci testo e foto (anche non professionali) e ne avremo cura pubblicandole nella rubrica “LE VOSTRE RICETTE”

Unica condizione: uno degli ingredienti della ricetta deve essere l’Olio extravergine di Oliva (non olio di semi, burro o margarina)

Iscriviti alla nostra Newsletter

potrai ricevere notizie sul mondo dell’olio di qualità, ma anche novità e promozioni sui prodotti

Potrai annullare l’iscizione in qualsiasi momento