Italia, primato di biodiversità olivicola

Cos’è la biodiversità

La biodiversità può essere definita come la ricchezza di vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera.
Questa varietà non si riferisce solo alla forma e alla struttura degli esseri viventi, ma include anche la diversità intesa come abbondanza, distribuzione e interazione tra le diverse componenti del sistema, arrivando a comprendere anche la diversità culturale umana
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Biodiversità Olivicola Italiana

L’olivo (Olea europaea L.) è una delle più importanti specie di interesse agrario del bacino del Mediterraneo e tra le prime sei colture agrarie più importanti del mondo. Grazie al suo prodotto principale, l’olio extra vergine di oliva, considerato un elemento fondamentale della dieta Mediterranea, esso rappresenta uno dei pilastri dell’economia nazionale.

Sulla base delle stime della Divisione di Produzione e Protezione Vegetale del Germoplasma di Olivo della FAO, il germoplasma olivicolo mondiale è costituito da 2629 varietà diverse, quello italiano includerebbe 631 cultivar e 827 accessioni non completamente identificate e mantenute in 26 collezioni (Bartolini et al., 2014).

Il recente Registro nazionale delle varietà di piante da frutto, aggiornato dal MIPAAF, attualmente annovera ben 695 varietà di olivo.

Un patrimonio Olivicolo UNICO al mondo, un tesoro inestimabile che abbiamo il DOVERE di tutelare, perchè legato profondamente alla storia, alla cultura e al paesaggio, del nostro Paese.

Curiosità

Il termine biodiversità deriva dall’inglese biodiversity, già abbreviazione di biological diversity, ed è stato coniato nel 1988 dall’entomologo americano Edward O. Wilson autore dei libri: Biodiversità (edito da Sansoni) e Formiche (edito da Adelphi)

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